Al buio, sdraiato sul air matress sistemato in salotto, al di la della finestra c’e’ il Chrysler building illuminato di bianco.Luna artificiale che si riflette sulla tastiera del computer. Sembra di stare in un romanzo di Scott Fitzgerald. Non c’ero piu’ abituato. New York e’ bella, ma anche per uno come me all’inizio e’ come una valanga in faccia. overwhelming. Mi ci vogliono sempre un po’ di giorni per riabituarmi. qui e’ come se tutto andasse piu’ veloce e nessuno avesse tempo. Sono praticamente 24 ore che non dormo e per il fuso gia’ so che domani alle sette saro in piedi. Poi? Beh, cominciamo a farci due conti.Partiamo dalla spesa. Vado da Trader Joe’s, discount pazzesco a Union Square e poi un salto da Paragon a comprare le scarpe per la maratona. E’ il caso poi che inizi a telefonare a un po’ di gente, amici, ex colleghi.Insomma tutto quello che puo’ rendere un lavoro piu’ vicino. Nel frattempo pero’ sento le ambulanze in lontananza. benvenuto a new york…I hope to make it.